di Giuliana Ferraino
L’efficienza dell’Intelligenza artificiale fa crollare i titoli in Borsa dei grandi intermediari, dall’assicurazione al risparmio gestito. L’algoritmo e il nuovo darwinismo economico tra chi innova e chi rischia di sparire
Quello che abbiamo davanti non è una semplice correzione di mercato, ma una ridefinizione del futuro. Un verdetto che penalizza severamente in Borsa i titoli di società con un modello di business ormai obsoleto rispetto alla rivoluzione in atto grazie all’intelligenza artificiale. L’ultimo caso è quello della startup spagnola Tuio, che ha fatto crollare a Wall Street i titoli dell’assicurazione e penalizzato l’indice del settore. Ma c’è anche Altruist, la società che ha spaventato le azioni dei gruppi del risparmio gestito.
Ogni giorno, ormai, i mercati finanziari ci inviano un segnale inequivocabile: l’efficienza degli algoritmi non è più solo una promessa, ma una realtà che sta smantellando le barriere all’ingresso di interi settori: dai servizi finanziari alle assicurazioni, fino al mondo legale, l’Ai rende i servizi infinitamente più semplici ed economici, abbattendo i prezzi per i consumatori, ma provocando danni agli operatori tradizionali che vivono di rendita sull’intermediazione. E siamo solo all’inizio, perché la diffusione dell’Ai sta riscrivendo l’intero paradigma della produzione e,




