di Guido Olimpio
Gli Usa, secondo due esperti, potrebbero sbarrare le rotte verso gli scali iraniani. Ma i pasdaran dispongono ancora di forze navali e potrebbero rispondere con nuovi attacchi nel Golfo
Un blocco navale contro l’Iran. Uno scenario evocato, senza dirlo direttamente, dallo stesso Donald Trump. Il presidente si è limitato ripostare un articolo apparso sul sito Just the News dove viene considerata questa opzione.
Il piano – vago – dovrebbe portare ad un controllo dell’Us Navy lungo la rotta che porta agli scali della Repubblica islamica. In questo modo verrebbe esercitata una pressione sia sul regime che sui Paesi che usano la via d’acqua, come Cina o India. A quel punto potrebbe esserci un’azione diplomatica per indurre Teheran ad essere meno intransigente.
Guerra in Iran, le notizie in diretta
L’idea è stata rilanciata una settimana fa dall’ex generale Jack Keane sulle pagine del New York Post: «Se la guerra riprende e dopo aver ridotto l’arsenale nemico in modo sufficiente gli Usa possono scegliere di occupare o distruggere l’isola di Kharg… L’alternativa è imporre il blocco navale per strangolare l’export vitale». Successivamente è stata la vicepresidente del Lexington Institute, Rebecca Grant, allineata su posizioni




