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Trump e la scommessa sul dominio energetico Usa: le conseguenze sul petrolio dell’attacco a Teheran

di Federico Fubini

Il presidente Usa è convinto di aver raggiunto un buon grado di “energy dominance” ma l’Iran continua ad avere una grande capacità di destabilizzare il mercato mondiale del petrolio

Uno dei presupposti della guerra contro l’Iran lanciata da Donald Trump stamattina è che l’impatto sul prezzo del petrolio sia controllabile. L’amministrazione americana ne è convinta e la sua stima è alla base dell’azione contro il regime di Teheran, che in questa fase è responsabile della produzione di circa il 5% dell’offerta mondiale di greggio. La Casa Bianca pensa di poter evitare un nuovo choc petrolifero e, con quello, un’ondata di inflazione che investirebbe gli Stati Uniti e le economie europee.

Dominio energetico

Ma è tratta di un calcolo corretto o è un eccesso di fiducia, che può portare a conseguenze più pesanti?
Le ragioni dell’ottimismo di Trump sono diventate visibili negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti ritengono di aver raggiunto un buon grado di “energy dominance(dominio energetico), uno degli obiettivi che il presidente si è sempre prefisso. Oggi la produzione americana di greggio è la più vasta al mondo, con circa venti milioni di barili di greggio al giorno e dunque una quota di

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