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Trump e il «tocco magico» perduto: perché Wall Street ha smesso di credere ai suoi post

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Il mercato non reagisce più ai post di Donald Trump. Tra sospetti di insider trading e petrolio a 105 dollari, ecco come si è rotto l’incantesimo con la finanza.

Donald Trump ha perso il tocco magico. Non è più il domatore di Wall Street. Il suo mandato aveva trasformato l’incoerenza in arte. La sorpresa in strategia. I mercati fremevano ad ogni tweet. Poi la guerra in Iran e l’incantesimo si è rotto. Da quando sono cominciati i bombardamenti ha inondato Truth e il resto del pianeta con una collezione di dichiarazione contraddittorie come un oracolo in giornata storta.

Con la guerra il presidente americano ha trasformato la comunicazione in roulette verbale: «Abbiamo vinto». Ma anche «dobbiamo finire il lavoro». «Non vogliamo il cambio di regime», salvo poi annunciare che il cambio di regime c’è stato. Nessuno, però, se n’è accorto. «Non sappiamo con chi parlare», ma anche «stiamo parlando con le persone giuste». Una girandola di dichiarazioni che ha attirato perfino il sarcasmo degli ayatollah, che non brillano certo per ironia: «Gli Stati Uniti trattano con se stessi».

Perché Wall Street ha smesso di credere ai post di Trump

L’accordo? Forse sì. Forse no. Forse vediamo. Più che una

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