
di Matteo Persivale
Il presidente e le opzioni sul tavolo per svuotare il Patto Atlantico
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Poco dopo il meeting alla Casa Bianca dell’altra notte con il segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte — durato quasi due ore, e concluso perché Trump aveva la cena con gli sponsor della grande festa del 4 luglio per i 250 anni degli Stati Uniti e per quella del 14 giugno per il suo 80esimo compleanno — Trump ha usato tutte maiuscole per esprimersi sul suo Truth Social, segno di gravissima irritazione presidenziale: «LA NATO NON C’ERA QUANDO AVEVAMO BISOGNO, E NON CI SARANNO SE NE AVREMO ANCORA BISOGNO. RICORDATEVI DELLA GROENLANDIA, QUEL GRANDE BLOCCO DI GHIACCIO MALGESTITO!!!».
E poi, per ribadire, ieri mattina, sempre sul Truth Social: «Nessuna di queste persone, inclusa la nostra, molto deludente, NATO, ha capito nulla, l’unico modo è esercitare pressioni su di loro!!!» (esercitare pressione peraltro, basta leggere l’autobiografia del 1987, è da mezzo secolo il modus operandi trumpiano: tratta Iran e Nato e Groenlandia e tutti gli altri come trattava la Hilton quando si trattava di comprare il loro hotel-casinò di Atlantic City).
Il Wall Street Journal prima, la




