
di Viviana Mazza
Il presidente americano: «Obiettivi vicini». E rifiuta l’aiuto di Kiev e le «offerte» di Mosca. L’ipotesi dell’assalto all’isola di Kharg
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK «A un certo punto, si aprirà da solo», ha detto ieri Donald Trump ai giornalisti a proposito dello Stretto di Hormuz. «Non voglio un cessate il fuoco — aveva aggiunto prima di prendere l’elicottero per lasciare la Casa Bianca nel weekend — Non vuoi il cessate il fuoco quando stai letteralmente annientando l’altra parte». Poco dopo, in un post sul suo social Truth, il presidente americano ha affermato però che sta «prendendo in considerazione di ridurre gradualmente gli sforzi militari in Medio Oriente» visto che gli obiettivi sono «vicini ad essere raggiunti». Trump ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz verrà sorvegliato e monitorato, se necessario, da «altre Nazioni che lo usano – non gli Stati Uniti!» ma che «se ci verrò chiesto aiuteremo questi Paesi, ma non dovrebbe esserlo visto che la minaccia dell’Iran è stata sradicata. Sarò una operazione militare semplice per loro». Trump scriveva queste parole mentre le forze armate statunitensi aumentavano ieri gli attacchi aerei contro i droni e le navi nello Stretto di Hormuz e mentre




