
La mancanza di talenti è un alibi. Coraggio, aggressione e divertimento: così deve cambiare il calcio italiano
Il primo turno di Champions è sembrato la Cassazione: in Europa si va con il calcio di Inter, Roma e Como. Senz’appello. L’Inter ha fatto la partita e tenuto palla come raramente un’italiana al Bernabeu. Gasperini è entrato nell’inferno turco con l’arroganza di Farinata e ha spento le fiamme con il coraggio e l’aggressione. Il Como ha imposto al mondo lo stesso stordimento che impose il primo Milan di Sacchi, quando i giornali titolavano: “Venuti da un altro mondo”. Cruijff è stato il ponte tra Arrigo e Cesc. Difenderci e ripartire è stata la nostra gloria, non è il nostro destino. Si cambia, si evolve. La Germania produceva solo mediani con i cingoli, ora sgorga più 10 di noi che eravamo Baggio e Totti. Carpi era la capitale del cappello di paglia per la maestria con cui s’intrecciavano trucioli di pioppo e salice. Dopo la crisi, ha saputo diventare un prestigioso polo tessile.
gli alibi—
La mancanza di talenti è un alibi. Chi erano Da Cunha e Perrone prima di Fabregas? Paz e Douvikas hanno vinto Palloni d’oro? Chi ripete “contano i giocatori,




