
di Tiziano Grottolo
Fa discutere il voto di martedì in Consiglio comunale. Il centrodestra fa muro: «Dalla maggioranza impostazione ideologica». E il caso arriva anche in Alto Adige
Trento città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza al nazifascismo, Trento città dove prestò servizio Mario Pasi — medico e partigiano, pure lui insignito della medaglia d’oro al valor militare — e ora Trento che non ha revocato la cittadinanza onoraria al dittatore Benito Mussolini. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Generazione Trento hanno fatto mancare il loro sostegno all’iniziativa, impedendo alla maggioranza di raggiungere i quattro quinti dei voti necessari per togliere il duce dall’elenco dei cittadini onorari. Eppure i precedenti non mancano. Nel 2024, il Comune di Mori aveva approvato all’unanimità (compresi i consiglieri di Fratelli d’Italia) la mozione per impegnare il sindaco a procedere con la revoca. Qualche anno prima, l’amministrazione di Arco si era spinta anche oltre: le associazioni che vogliono iscriversi all’albo per organizzare eventi pubblici devono infatti sottoscrivere un documento nel quale dichiarano «di ripudiare fascismo, nazismo e ogni altra ideologia totalitaria e discriminatoria».
L’ira del sindaco
«È una vergogna che Mussolini rimanga cittadino onorario di Trento», commenta il




