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Trento, il futuro dell’ateneo secondo il rettore Deflorian: «Abbiamo bisogno di nuovi spazi per crescere»

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di Gabriele Fedrizzi

L’intervento in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza di Mattarella

Un anno di riconoscimenti per l’Università di Trento, ma anche di sviluppo dei progetti futuri. Il rettore Flavio Deflorian, intervenendo ieri all’inaugurazione dell’anno accademico presso l’Itas Forum, alla presenza del presidente Mattarella, ha fatto il punto sui risultati ottenuti dall’ateneo nel 2025, a partire dai riconoscimenti internazionali come i due nuovi «Consolidator Grant» dello European Research Council e l’«Erc Proof of Concept», nonché i finanziamenti ottenuti dal Fondo italiano per la scienza, oltre alla conferma, per il terzo anno consecutivo, del primo posto nella classifica Censis dei medi atenei statali italiani. Ma un passaggio fondamentale, avvenuto proprio sul finale dello scorso anno, riguarda l’ambito sanitario, con la nascita a dicembre scorso dell’Asuit, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino.

La sfida dell’Asuit

«Non è solo un cambio di sigla — sottolinea Deflorian — ma con questa realtà si apre una nuova fase nel rapporto tra Università e sistema sanitario provinciale». Così il rettore ha tracciato le sfide che attendono l’università nel prossimo futuro, a partire dal piano edilizio: «Abbiamo bisogno di nuovi spazi per crescere, per rafforzarci, per rispondere alle esigenze di una comunità accademica in

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