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Trentino-Alto Adige, l’Austria dice sì alla riforma dello Statuto: «Modifiche che rafforzano l’autonomia»

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Scambio di note diplomatiche con Palazzo Chigi. Soddisfatto il presidente altoatesino Arno Kompatscher: «Entrambi gli Stati continuano a riconoscere il fondamento di diritto internazionale dell’autonomia altoatesina»

Il 10 marzo scorso il via libera a Montecitorio con l’approvazione del progetto legislativo in terza lettura (manca così solo il secondo passaggio in Senato, il quarto in totale). Ieri (24 marzo) il sostegno espresso dal cancelliere austriaco Christian Stocker e dalla ministra degli Esteri Beate Meinl-Reisinger che, riferendosi alla riforma dello Statuto, hanno parlato «di salvaguardia e rafforzamento dell’autonomia dell’Alto Adige». Le loro parole in occasione dello scambio di note diplomatiche tra Italia e Austria, dal momento che quest’ultima è considerata «potenza tutrice» degli accordi.

Lo scambio di note diplomatiche

La scorsa settimana era stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni a inviare una lettera per comunicare al collega austriaco i contenuti della riforma. «L’Austria non solleverà alcuna obiezione — è stato confermato da Vienna — in merito al ripristino di importanti competenze che dal 1992 erano andate perdute o limitate come, ad esempio, nel settore del pubblico impiego. Inoltre, la concessione al gruppo
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in Alto Adige, che prevede la riduzione da quattro a due anni del requisito di residenza per l’esercizio

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