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Tornano i Blue: nessuna offesa se ci chiamate ancora boyband

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di Barbara Visentin

Nuovi successi del gruppo di ultraquarantenni dopo periodi di liti e pause

Chiamarli boyband, oggi che si aggirano tutti sui 45 anni, suona un po’ anacronistico, ma i Blue non ci badano: «Alla fine sono solo etichette, un po’ come l’Eurovision che si chiama così nonostante non vi partecipino più solo Paesi europei. Noi siamo stati chiamati boyband all’inizio e lo siamo ancora», dicono sorridenti e a loro agio anche con il tempo che passa.

Un paio d’anni fa, il loro ritorno live in Italia ha innescato una catena fulminea di sold out e l’entusiasmo non sembra fermarsi: il quartetto inglese ha da poco annunciato tre date estive (l’11 luglio a Piacenza, il 12 a Villafranca di Verona e il 13 a Sordevolo, Biella) che vanno ad aggiungersi ai quattro appuntamenti nei palazzetti già in programma per novembre, parte di un tour internazionale che celebra i loro 25 anni di musica.

Antony Costa, Duncan James, Lee Ryan e Simon Webbe, protagonisti di un’ascesa fenomenale all’inizio del millennio grazie a hit come «One Love» o «All Rise», ma poi rimasti in pausa per un lungo periodo, accolgono con soddisfazione il ritrovato successo e

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