di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Secondo Terna il minor consumo sarà di 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno di 115 mila famiglie. Dal 2004 già risparmiati oltre 12 miliardi di kWh e 2,3 miliardi di euro
Con il ritorno dell’ora legale, previsto nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo (il nuovo cambio sarà il 25 ottobre), l’Italia si prepara a un nuovo ciclo di risparmi energetici. Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nei sette mesi di applicazione del 2026 il sistema elettrico registrerà un minor consumo di circa 302 milioni di kilowattora, pari a un beneficio economico di circa 80 milioni di euro.
Un risparmio che, tradotto in termini concreti, equivale al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Alla riduzione dei consumi si affianca quella delle emissioni: circa 142 mila tonnellate di anidride carbonica in meno, secondo le stime basate sui dati del gestore.
Il calcolo tiene conto del prezzo medio dell’energia per il cliente domestico tipo in tutela, fissato da Arera per il primo trimestre dell’anno a 26,63 centesimi di euro per kilowattora, al lordo delle imposte.
Un effetto che si accumula




