
di Christian Benna
Titolare di Leva, aveva acquisito la storica fabbrica di Grugliasco nel 2019 puntando sul traino della Fiat 500: «Non posso permettermi di investire e tantomeno di realizzare nuove linee industriali. Mancano gli ordini»
«Io ci ho creduto ai progetti di ripresa di Mirafiori e di John Elkann. Nel 2019 quando è partita la linea della 500 elettrica ho deciso di espandermi comprando un bel pezzo dell’ex area Pininfarina. Poi i volumi sono calati drammaticamente e mi sono rimasti solo i debiti con le banche. Se vendo la fabbrica è perché mi serve ossigeno per andare avanti». Alberto Russo è titolare di Leva, azienda tessile per l’automotive. Realizza, ad esempio, le plance per la Fiat 500, e per altre vetture del gruppo Stellantis. Ha stabilimenti a Grugliasco e anche in Tunisia. Ed è vicepresidente del Ceip, il Centro estero del Piemonte, ed è a capo del gruppo auto di Api Torino, l’associazione delle piccole imprese. «Una crisi così non l’abbiamo mai vissuta. Ora l’obiettivo è sopravvivere a costo di sacrificare qualche gioiello di famiglia come lo è l’ex Pininfarina».
Alberto Russo, l’investimento promesso vale 4 miliardi per il territorio. Ma a lei quanto viene in tasca?
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