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Torino, la protesta dei rider: «Ci danno meno di 3 euro al mese per l’acqua. E per contrastare il caldo ci dicono di togliere i giubotti»

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Sciopero dei ciclofattorini, il sit-in della Nidil Cgil: «Ci indicano dove sono le fontanelle o come comportarci con l’afa, ma il problema sono le condizioni reali in cui si lavora»

«Ci fanno fare corsi online per spiegarci che con 35 gradi non bisogna mettersi il cappotto». È l’affondo di Enrico Francia, NIdiL Cgil Piemonte, durante il presidio dei rider sotto il grattacielo della Regione Piemonte, durante lo sciopero regionale contro le condizioni di lavoro durante le ondate di calore.

Secondo il sindacato, i protocolli delle piattaforme non sarebbero sufficienti: «Ci dicono dove sono le fontanelle o come comportarci con il caldo, ma il problema sono le condizioni reali in cui lavoriamo».

Il caso riguarda i lavoratori di Glovo e Deliveroo. «Ci dicono che siamo liberi di lavorare o non lavorare, ma un rider che guadagna 2,50 euro a consegna questa libertà non ce l’ha: resta ore sotto il sole aspettando un ordine, perché se si ferma non guadagna». Nel mirino anche il contributo riconosciuto dalle piattaforme per l’emergenza caldo: «Ci parlano di 2,71 euro al mese per l’acqua. Con quella cifra si puliscono la coscienza e la faccia».

Per Francia il problema non riguarda solo il caldo: «Oggi fa caldo, ieri pioveva. Non

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