di Gabriele Petrucciani
La risalita dei rendimenti Usa sta trascinando anche i tassi europei. Chi ha già titoli con più di 7 anni di vita deve armarsi di pazienza, chi non li ha può comprare a prezzi di saldo
Il Tesoro americano ha raddoppiato il buyback dei titoli a lunga scadenza (da 2 miliardi di dollari a 4 miliardi) e il mercato, per qualche ora, gli ha dato credito. I rendimenti inizialmente sono scesi (il decennale al 4,647% e il trentennale al 5,196%), ma poi hanno subito recuperato, con il trentennale che è si è portato sui massimi da giugno 2007. Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, si è detto pronto ad aumentare ancora i buyback oltre la soglia dei 4 miliardi, ma la parte lunga della curva continua a chiedere un premio più alto. «L’operazione del Tesoro americano ha mandato un messaggio chiaro al mercato: quei livelli di rendimento non sono graditi», osserva Rocco Bove, responsabile Fixed Income di Kairos Partners Sgr. Il problema è che, per finanziare i riacquisti, il Tesoro deve emettere altro debito, sostituendo di fatto i vecchi titoli con nuove emissioni.
La pressione sul Bund
L’operazione può allentare




