Le adesioni raccolte finora non bastano a far decollare il piano Collis per la prossima vendemmia alla cantina Terre d’Oltrepò. Alla scadenza fissata nel fine settimana passato per la consegna delle preadesioni ai conferimenti – termine che, viene precisato, resta comunque ancora aperto – le aziende socie avevano garantito complessivamente circa 100mila quintali di uva. Un dato in crescita rispetto ai 70-80mila quintali registrati la settimana scorsa, ma ancora lontano da una soglia ritenuta sufficiente a sostenere il piano industriale elaborato da Collis Veneto Wine Group, almeno nelle attuali condizioni organizzative e produttive della cantina.

Terre d’Oltrepò, vendemmia 2026 a rischio per mancanza di adesioni Adesioni insufficienti per la vendemmia 2026
Il nodo, infatti, riguarda la sostenibilità complessiva di una struttura che oggi conta tre stabilimenti e 55 dipendenti e che in passato era arrivata a lavorare fino a 500mila quintali di uva. Numeri che rendono evidente la distanza tra i volumi attualmente garantiti dai conferitori e quelli necessari per assicurare un equilibrio economico e gestionale. Nonostante il risultato sia ben al di sotto delle attese e non nasconda una comprensibile delusione, la partita non viene ancora considerata chiusa. Dalla cantina fanno sapere che i commissari si riuniranno nei prossimi




