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Terre d’Oltrepò, Collis più lontana. Il Comitato 107 chiede subito ristori a Regione

«Prima chiariamo la portata delle manifestazioni di interesse, poi, eventualmente, si deciderà sulla liquidazione della cantina. Intanto Regione Lombardia, attraverso Finlombarda, anticipi agli agricoltori i ristori per i raccolti distrutti dalle epidemie del 2024». È la richiesta avanzata dal neonato Comitato 107, il gruppo che riunisce poco più di cento soci della cantina sociale Terre d’Oltrepò, su un totale di circa 500 aderenti. Si tratta, in larga parte, degli stessi soci che già lo scorso anno avevano chiesto le dimissioni della gestione Callegari e che oggi tornano a farsi sentire per rivendicare la tutela degli agricoltori nel pieno di quella che definiscono la più grave crisi economica e vitivinicola dal secondo dopoguerra.

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L’intervento del Comitato arriva mentre si fanno sempre più deboli le prospettive di una partnership con Collis, il colosso veneto della cooperazione che nei mesi scorsi era stato indicato come possibile soggetto per il rilancio. Secondo indiscrezioni, infatti, l’intesa sarebbe oggi molto più lontana: a pesare sarebbero i numeri dell’uva che i soci sarebbero in grado di garantire al piano industriale, circa 100 mila quintali, considerati troppo pochi.

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