
Dopo l’emissione di un mandato internazionale di cattura per il fondatore Pavel Durov da parte di Mosca, Canberra porta in tribunale Telegram: non avrebbe rimosso contenuti legati ad attacchi terroristici.
Sono giorni difficili per l’app di messaggistica Telegram e per il suo fondatore, Pavel Durov.
Al mandato di cattura emesso dalle autorità russe per il capo di Telegram si è unita infatti un’azione legale intentata dall’Australia contro l’applicazione, rea, secondo Canberra, di non aver rimosso contenuti legati ad attentati terroristici.
L’accusa australiana a Telegram
Con un annuncio ufficiale rilasciato giovedì, l’autorità australiana di regolamentazione di Internet (eSafety) ha dichiarato di aver avviato un’azione legale contro Telegram per presunte mancanze nel contrasto ai post in favore del terrorismo.
L’ufficio del Commissario per la sicurezza online ha affermato di aver avviato l’azione dopo che Telegram non ha provveduto a rimuovere i video di esecuzioni terroristiche e sparatorie di massa.
“Questo caso riguarda contenuti collegati ad alcuni dei più noti atti di violenza estremista della storia recente, compreso materiale associato agli attacchi terroristici di Christchurch e Buffalo”, ha dichiarato Julie Inman Grant, commissaria dell’eSafety.
Telegram, infatti, nonostante le segnalazioni degli utenti australiani tra luglio e ottobre 2025, non avrebbe eliminato 10 dei




