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Teheran sotto assedio: scontri al cuore del potere iraniano

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Combattimenti attorno alla sede di Khamenei, oltre cento vittime tra i Mojahedin, proteste in corso e pressione crescente degli Stati Uniti con l’ipotesi di un intervento militare.

Secondo informazioni diffuse da ambienti vicini all’opposizione iraniana, il comando interno dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (PMOI/MEK) ha riferito che nelle prime ore di lunedì 23 febbraio 2026 e fino al pomeriggio della stessa giornata si sono verificati scontri di eccezionale violenza con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nei pressi del complesso che ospita la Guida Suprema. Il bilancio provvisorio parla di oltre cento militanti del movimento rimasti uccisi o arrestati nel corso delle operazioni. Un secondo gruppo, composto da più di 150 combattenti che si era attestato nel secondo anello di sicurezza attorno alla sede centrale, sarebbe riuscito a ritirarsi e a rientrare nelle proprie basi prima della mezzanotte, secondo l’orario di Teheran. Il comando del PMOI/MEK ha inoltre annunciato che l’elenco completo dei caduti, dei feriti e dei detenuti sarà trasmesso alle organizzazioni internazionali impegnate nella tutela dei diritti umani. L’area interessata coincide con il cosiddetto Complesso Motahari, una vasta zona protetta che include non solo gli uffici della Guida Suprema Ali Khamenei, ma anche la residenza

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