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Technoprobe, l’azienda italiana che testa i microchip del mondo, da Taiwan alla Silicon Valley

di Alessia Cruciani

Leader globale nelle Probe Card, le schede indispensabili per il collaudo dei chip, è un campione tecnologico brianzolo cruciale per smartphone, AI e data center. Perché senza questa azienda si fermerebbe anche la Silicon Valley.

Ci sono aziende che non finiscono sulle prime pagine, non hanno un marchio riconoscibile dal grande pubblico e non vendono prodotti «da scaffale». Eppure, se si fermassero anche solo per pochi giorni, l’economia globale entrerebbe in crisi. La produzione di smartphone, computer, auto, data center, sistemi di intelligenza artificiale rallenterebbe o si bloccherebbe del tutto. Una di queste aziende è italiana. E ha sede in Brianza. Si chiama Technoprobe ed è il primo produttore mondiale di Probe Card, le schede sonda indispensabili per testare il funzionamento dei microchip prima che vengano montati in qualsiasi dispositivo elettronico. Senza quel collaudo, i chip semplicemente non funzionerebbero.
Non a caso, nella ricerca Leader dell’Innovazione 2026 realizzata da Statista per il Corriere della Sera, Technoprobe è risultata la società più votata in assoluto (qui tutte le classifiche). «Siamo contenti di avere un riconoscimento simile, e ci dà soddisfazione essere premiati perché vuol dire che il nostro lavoro è visibile anche al mondo esterno, le

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