
di Nicolò Fagone La Zita
Le perplessità di 11 sindaci a guida Pd e Lista Civica sulla bretella Avigliana-Orbassano: «Bucare la collina Morenica è pericoloso. È un territorio debole e friabile, con possibili impatti negativi anche sulle falde acquifere»
Si apre una fase decisiva per l’asse ferroviario Torino-Lione sul versante italiano. Il progetto avanza ma con il freno a mano tirato. L’obiettivo di Regione e Governo sarebbe quello di partire entro quest’anno, ma i tempi burocratici rischiano di allungarsi. A rallentare il via libera sono gli 11 sindaci a guida Pd e Lista Civica che mercoledì 11 febbraio sono stati convocati alla Conferenza dei Servizi per la tratta Avigliana – Orbassano. Un tavolo a cui erano presenti il Commissario straordinario Calogero Mauceri, Rosa Pannetta (Rfi) e gli assessori regionali Elena Chiorino ed Enrico Bussalino. Tutti i primi cittadini hanno portato le loro istanze, che saranno ufficializzate entro il 7 marzo. Ma i nodi sono diversi. Due su tutti: l’approvazione del ministero dell’Ambiente e l’arrivo dei finanziamenti necessari.
«Il costo aggiornato dell’opera è stimato in circa 3 miliardi, metà dei quali finanziati dalla Commissione Europea — ha sottolineato Mauceri—. I restanti 1,5 miliardi dovranno essere messi dal governo




