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Taremi insiste: “Troppa tensione attorno al mio Iran qui negli Usa”. Fuori, proteste anti-ayatollah

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Sta per iniziare il Mondiale della nazionale di Teheran che può – dopo mille vicissitudini – pensare al campo. Il tecnico Ghalenoei: “Spero che il calcio porti gioia e divertimento e che avvicini culture e nazioni”. Meno soft le parole del capitano ex Inter

Arrivati a Los Angeles da Tijuana e passati dall’hotel in zona Manhattan Beach, militarizzato nell’attesa delle sicure proteste di molti irano-americani nostalgici della monarchia e nemici giurati della Repubblica Islamica, la nazionale di Teheran ha iniziato a vivere davvero questo tormentato Mondiale. Mentre gli ayatollah stanno per firmare la pace con Trump, il ct Ghalenoei e il capitano Mehdi Taremi hanno visto da vicino il gigantismo del nemico: sono arrivati nella pancia del mastodontico SoFi Stadium per la conferenza con un battaglione di cronisti arrivati da tutto il mondo, ma non dal loro Paese perché i visti per la ventina di giornalisti accreditati dalla Fifa alla fine non sono arrivati. Ghalenoei ha voluto aprire di sua sponte con un proclama: “Sono molto felice di rappresentare la grande, orgogliosa e forte nazione dell’Iran. Spero che il calcio porti gioia e divertimento e che avvicini culture e nazioni. Spero che la Coppa del Mondo si svolga bene

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