
L’11 aprile 2008, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una popolare trasmissione televisiva, anticipò l’intenzione di abolire gradualmente il bollo auto. In seguito propose di intervenire almeno sulla prima auto nel 2012, tornando poi sull’argomento nel 2017.
Nel 2016 toccò invece al premier Matteo Renzi, che si disse intenzionato a cancellare la tassa automobilistica già con la legge di Stabilità 2017 o, comunque, entro la fine della legislatura, nella primavera del 2018.
Ogni volta, però, si ripresenta il problema di un deficit pubblico che rischia di allontanarsi dai parametri richiesti da una gestione sostenibile dei conti e dall’Unione Europea. Un refrain che ritorna puntualmente a ogni appuntamento elettorale e che continua a scontrarsi con i vincoli di bilancio, lasciando irrisolto il rebus della copertura miliardaria necessaria per compensare il mancato gettito destinato alle Regioni.




