
di Adriana Logroscino
La minoranza punta allo stop alle assise, il segretario punta alla ricomposizione dopo i cambi in corsa. L’ipotesi di una raccolta firme per sostituire Barelli
ROMA Mentre dentro Forza Italia divampano tanti piccoli fuochi nelle regioni (Sicilia, Puglia, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Liguria) a Roma si tenta la ricomposizione. Perché — come dicono a taccuini chiusi entrambe le fazioni che si fronteggiano — «nessuno ha interesse a terremotare il partito». La sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi alla guida del gruppo al Senato, preteso dalla minoranza, sostenuto da Marina Berlusconi e subìto dal segretario, deve essere sufficiente, almeno per ora. Antonio Tajani, ieri ha fatto visita a Gianni Letta, uomo di contatto prossimo con la famiglia Berlusconi, proprio per stringere i bulloni.
Il segretario resta molto arrabbiato. «Adesso si diano tutti una calmata — ha riferito ai suoi —. Siamo in un momento delicato, basta col braccio di ferro quotidiano, non è certo quello che vuole la famiglia Berlusconi». La «calmata» significa rinunciare alla sostituzione di Paolo Barelli, capogruppo alla Camera, fedelissimo e cognato del segretario, con uno tra Debora Bergamini, Alessandro Cattaneo, Giorgio Mulè. E in effetti su quel fronte le macchine si




