Il mondo intero sta studiando la guerra in Iran per trarne delle lezioni strategiche nel lungo periodo e sicuramente lo sta facendo la Cina. Quali sono le possibili conclusioni che la Cina trae provvisoriamente, visto che la guerra non è ancora terminata? Una la si è forse intravista da un piccolo, impercettibile segnale simbolico, quando da certi documenti della propaganda cinese è scomparso il fatidico 2027 che a lungo era stato segnalato come l’anno in cui bisognava arrivare alla riunificazione con Taiwan. Quella data non ha mai avuto un significato così stringente come a volte si è voluto attribuire. Però potrebbe essere un segnale che di fronte alla dimostrazione di efficienza e di potenza del Pentagono nel Golfo, la Cina non si sente ancora pronta all’invasione di Taiwan.
Tanto più che Xi Jinping sta procedendo a casa sua da anni a una decapitazione delle sue forze armate con le purghe di generali sgraditi o inaffidabili. Ma c’è un’altra lezione di natura diversa, che forse gli strateghi cinesi stanno traendo dalla guerra in Iran e riguarda Hormuz. Riguarda cioè il ruolo strategico che nella storia il blocco di uno stretto ha sempre avuto dai tempi di Tucidide i




