di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Secondo i calcoli del Codacons il calo medio è di 14,5 centesimi contro i 24,4 previsti, con forti differenze tra regioni e autostrade
Il conto, alla fine, lo fanno gli automobilisti: circa 5 euro in più a pieno rispetto a quanto prometteva il taglio delle accise. A denunciarlo è il Codacons, che sui dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala un adeguamento solo parziale dei prezzi alla pompa.
Perché se i carburanti scendono, lo fanno meno del previsto e, soprattutto, in modo disomogeneo. A un giorno dall’entrata in vigore della misura, meno del 60% dei distributori ha ridotto i listini in linea con il taglio fiscale. Non solo: l’11,4% degli impianti non ha applicato alcuna riduzione e, in alcuni casi, ha addirittura aumentato i prezzi.
Una dinamica che ridimensiona l’impatto reale del provvedimento. Il taglio delle accise vale 24,4 centesimi al litro, ma la riduzione media registrata si ferma a circa 14,5 centesimi. La differenza — quasi 10 centesimi — si traduce, secondo appunto i calcoli del Codacons, in un aggravio di circa 5 euro per un pieno da 50 litri.
Cali a macchia di leopardo
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