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Sul Tevere il «Floating Hub» di Mrevivo contro l’inquinamento di fiumi e mari

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A Roma un nuovo polo scientifico-didattico pensato per studiare i materiali inquinanti che dai corsi d’acqua arrivano fino agli ecosistemi marini

I fiumi sono i principali vettori di inquinamento marino, responsabili di circa l’80% dei rifiuti, in particolare plastiche e microplastiche, che finiscono negli oceani. Intervenire lungo i principali corsi d’acqua, come il Tevere, significa agire all’origine di una delle minacce più urgenti per la salute dei mari. Proprio per questo a Roma, a pochi passi dall’Oasi naturalistica “Lungotevere delle Navi”, è nato «Marevivo Floating Hub», un polo didattico-scientifico dedicato alla tutela del Tevere e del sistema costiero. Realizzato dalla Fondazione Marevivo, la struttura si propone come un centro di monitoraggio, ricerca e sensibilizzazione, che ospita il Centro della biodiversità fluviale e urbana nato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questo progetto si inserisce nel quadro di tutela dell’area fluviale, già avviato dalla Regione Lazio con l’installazione delle barriere acchiappa-rifiuti sul Tevere e sull’Aniene, e dal Comune di Roma con l’apertura nel 2025 di cinque parchi d’affaccio. 

A tagliare il nastro la presidente della Fondazione Marevivo, Rosalba Giugni, insieme alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e ad Andrea Lenzi, presidente del Cnr. «Da decenni Marevivo, grazie alla sua sede galleggiante ormeggiata

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