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Sui monti del Piemonte i rifugi rinascono grazie al design: forme contemporanee, legno e pietre, recupero della memoria dei luoghi

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di Teresa Cioffi

È l’identità dei lavori firmati da Coutan Studio, fondato nel 2017 a Oulx. Una realtà che ha sviluppato un proprio linguaggio a partire da una tipologia specifica di architettura: il rifugio

Forme contemporanee, uso del legno locale e recupero della memoria dei luoghi. È su questi elementi che si definisce l’identità dei lavori firmati da Coutan Studio, fondato nel 2017 a Oulx. Una realtà che ha sviluppato un proprio linguaggio a partire da una tipologia specifica di architettura: il rifugio. Con i recuperi di Coutan, lo spazio essenziale per eccellenza acquisisce una personalità sofisticata. Strutture monolitiche trionfano ad alta quota senza però rinunciare alla discrezione, nel rispetto dei paesaggi montani.

«Lavoriamo per sottrazione — spiega l’architetto Devis Guiguet —. Ci muoviamo seguendo due intenzioni principali. Da una parte diamo continuità alla storia di ogni luogo, ad esempio ricorrendo all’utilizzo di materiali che richiamano al passato. Dall’altra, però, utilizziamo le forme del gusto presente, così da realizzare un’architettura montana contemporanea».
È accaduto all’Alpe del Meys, a Pragelato, in un alpeggio centenario che oggi sembra scomparire nella montagna: «Abbiamo sfruttato la natura ipogea del luogo. Non si tratta solo di un gesto formale: è una conseguenza. Abbiamo

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