di Valentina Iorio
L’eurodeputata Pd Irene Tinagli: «Sarebbe il momento giusto per riallineare obiettivi e politiche economiche e commerciali, e far fare all’Ue quel salto in avanti che molti aspettano da anni»
«Più che la dottrina Donroe, quella di Trump pare la dottrina “Dontknow”, o per dirla colloquialmente: “dunno”. La dottrina non so. Perché nessuno sa come si sveglierà il presidente Trump domani, cosa dirà o cosa scriverà su sui suoi social», dice Irene Tinagli, europarlamentare Pd e presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea. «Un populismo economico e finanziario che non solo crea incertezza ma rende pressoché inutili tutti quegli assetti, regole e istituzioni che per decenni hanno governato le relazioni tra paesi, garantendo un minimo di ordine internazionale».
Le divisioni tra i Ventisette
Dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi «illegali» di Trump, le imprese sono ferme in attesa di capire quali saranno i prossimi passi e come cambiano le regole del gioco. Un limbo che rischia di bloccare gli investimenti e paralizzare l’economia reale. E che spiazza l’Unione europea, mentre i 27 si dividono tra chi invoca lo strumento anti-coercizione che permetterebbe di escludere le aziende Usa dal mercato unico o dagli



