
di Guido Olimpio
Come i pasdaran tentano di allargare il campo di battaglia: dalle basi alle petroliere e gli alberghi
La «strategia del matto». L’hanno attribuita, in tempi recenti, a Netanyahu e a Trump. Ma ora sembrano averla adottata anche i pasdaran. L’Iran è tornato a colpire le installazioni petrolifere nei Paesi del Golfo e ha minacciato azioni contro gli alberghi che ospitano militari nemici. Azioni concrete unite a messaggi propagandistici che però nessuno ormai sottovaluta. Perché i Guardiani hanno dimostrato di cogliere impreparati gli avversari. Vale ripetere la valutazione espressa da dirigenti delle monarchie sunnite: ci aspettavamo una rappresaglia ma non gli strike sugli impianti energetici. Invece lo hanno fatto attuando ciò che avevano promesso, anche se non si erano spinti a fornire dettagli: del resto è una guerra, non sveli i dettagli di cosa intendi fare.
Raggio allargato
La linea dei Guardiani della rivoluzione ha tenuto conto della realtà. Pazienti per tradizione storica, consapevoli di dover resistere a un’offensiva massiccia — 15 mila le incursioni rivendicate da Israele e Usa —, hanno deciso di rompere il ciclo visto nella crisi di giugno ma anche in altri teatri dove erano protagoniste le milizie alleate, come l’Hezbollah. Quando



