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Strade, più ispezioni: ma i Comuni hanno pochi fondi e competenze

di Emily Capozucca

Campolla (Ansfisa): faro sulla prevenzione strutturale. L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture vigila su tre ambiti diversi – ferrovie, strade e autostrade, impianti fissi come metropolitane e funivie

Oltre 3.500 chilometri di strade e autostrade controllati, circa 600 opere d’arte ispezionate e 50 gallerie verificate lungo la rete transeuropea. È la fotografia, inedita nei dettagli, dell’attività di vigilanza svolta nel 2025 dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture (Ansfisa) che racconta lo stato di salute delle nostre infrastrutture, un sistema sotto osservazione e, in molti casi, sotto pressione.
«L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture vigila su tre ambiti diversi – ferrovie, strade e autostrade, impianti fissi come metropolitane e funivie – con compiti differenti ma un obiettivo comune: spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione strutturale» spiega Domenico Capomolla, direttore di Ansfisa.

Direttore, che anno è stato il 2025?
«L’anno del consolidamento operativo. Abbiamo incrementato ispezioni e vigilanza, strutturando un modello che integra regolazione tecnica, controlli sul campo e capacità di lettura del rischio».

Dove si sono concentrati i controlli?
«Sul comparto stradale il focus è stato su tratte ad alto traffico, strade provinciali e comunali e aree esposte al rischio idrogeologico. Dopo

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