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Stop agli ultraprocessati se cerchi di concepire

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Il consumo di grandi quantità di cibi ultraprocessati nei mesi prima del concepimento è associato a una minore fertilità negli aspiranti padri, e a un moderato, ma presente, rallentamento della crescita dell’embrione – oltre che a una dimensione ridotta del sacco vitellino, una struttura che supporta e nutre l’embrione prima che la placenta si sia completamente formata. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction, che ancora una volta ricorda che non sono solo le future madri a dover modificare il proprio stile di vita in vista di una gravidanza.

Gli ultraprocessati fanno male anche all’embrione?

Già altri studi, in passato, avevano proposto un legame tra il consumo di cibi ultraprocessati e una ridotta fertilità. Mai nessuno però, prima d’ora, si era premurato di analizzare l’effetto combinato del consumo di ultraprocessati in entrambi i membri della coppia, e l’associazione tra questo tipo di dieta molto “industriale” e lo sviluppo dell’embrione. 

Eppure, il consumo di ultraprocessati, ricchi di conservanti e altri additivi, zuccheri, sali aggiunti e grassi saturi; formulati per essere iper-piacevoli al palato e per essere masticati senza fatica, poveri di fibre e non bisognosi di preparazione, sono sempre più diffusi: in alcuni

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