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Stefano Patuanelli: «L’Ucraina nella Ue? Difficile farlo ora, sarebbe insostenibile. L’esercito comune? Non basta spendere»

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di Claudio Bozza

L’ex ministro M5S e braccio destro di Giuseppe Conte: «Se siamo in questa emergenza energetica è per responsabilità del governo, che non è stato in grado di gestire la crisi. Non ci sono risorse perché Meloni ha firmato il ReArm Europe»

 «Sì. Tocca dare ragione a Crosetto, per una volta: è difficile che l’Ucraina entri nell’Ue. Non ci sono le condizioni e, nell’immediato, un ingresso causerebbe gravi problemi». Stefano Patuanelli, braccio destro di Conte e mediatore del M5S, dopo l’intervista del ministro della Difesa al Corriere parla a tutto campo: dalla linea sugli armamenti al rapporto con il Pd.

Lei è stato ministro dell’Agricoltura: che ripercussioni avrebbe l’ingresso di Kiev?
«L’Ucraina è il granaio d’Europa. Ha una produzione enorme e assorbirebbe una quantità eccessiva di risorse della Politica agricola comune (Pac), il piano che sostiene e finanzia il settore, mettendo a rischio le produzioni degli altri Paesi dell’Unione. L’economia agricola si regge su questo equilibrio: senza un fortissimo incremento dei fondi Pac, lo sbarco di Kiev nell’Ue sarebbe insostenibile».

Quindi, almeno su un tema così centrale, concordate con il governo.
«Siamo d’accordo con il ministro. Vedremo cosa farà il governo, perché mi pare che

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