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Stati Uniti – Stop ai dazi di Trump, ma non a quelli sullauto: facciamo chiarezza

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato la politica commerciale al centro del secondo mandato immaginato da Donald Trump: i dazi reciproci introdotti lo scorso aprile non sono validi, mentre rimangono in vigore quelli su veicoli, componenti auto, acciaio, alluminio e rame. Secondo i giudici, Trump ha oltrepassato i limiti della propria autorità imponendo tariffe tramite l’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) del 1977, una norma che – secondo la Corte – non conferisce al presidente il potere di imporre dazi.

La decisione colpisce solo le misure introdotte tramite l’Ieepa. Ne facevano parte le tariffe reciproche a livello nazionale, con aliquote comprese tra il 10% e il 50%, e le tasse sull’importazione di merci provenienti da Canada, Messico e Cina, motivate dal tentativo di contrastare il traffico di fentanyl.

I dazi sull’auto, invece, restano pienamente in vigore perché basati sulla Section 232, la legge che consente misure straordinarie in nome della sicurezza nazionale. Questa base normativa è considerata una sorta di corazza giuridica molto più difficile da contestare rispetto all’Ieepa e che, proprio per questo, non viene intaccata dalla sentenza.

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