
di Monica Ricci Sargentini
Un’inchiesta Reuters rivela che da anni Washington chiede a SpaceX di attivare o disattivare i collegamenti satellitari in Ucraina, Iran e Medio Oriente
Accendere Internet per aiutare un esercito alleato o i manifestanti contro un regime. Spegnerlo per impedire a una milizia nemica di comunicare. Da anni la politica estera americana passa anche attraverso i satelliti di Elon Musk. Le amministrazioni di Joe Biden e Donald Trump hanno chiesto ripetutamente a SpaceX, la società del miliardario, di attivare o disattivare il servizio Starlink in diverse aree di crisi. Lo rivela un’inchiesta esclusiva della Reuters, basata sulle testimonianze di sei ex alti funzionari statunitensi, che ricostruisce per la prima volta il ruolo assunto dalla compagnia nelle operazioni militari e diplomatiche di Washington.
Le richieste, discusse generalmente con funzionari della Casa Bianca e del Pentagono, riguardavano l’Ucraina, l’Iran, il Libano e lo Yemen. L’obiettivo cambiava a seconda delle circostanze: garantire le comunicazioni agli alleati degli Stati Uniti oppure impedire ai loro avversari di utilizzare la stessa tecnologia. Un rapporto che mostra quanto il governo americano dipenda da un’infrastruttura appartenente a un privato, il quale conserva un notevole margine di influenza sul suo funzionamento.
In Libano e




