di Redazione Economia
Aperol Spritz supera lo Champagne per consumazioni globali. Il cocktail italiano è cresciuto del 17% l’anno in vent’anni e oggi vale il 26% dei ricavi di Campari
Il sorpasso è di quelli che raccontano più di una semplice tendenza del beverage: nel mondo si bevono ormai più Aperol Spritz che flûte di Champagne. Secondo i dati di Campari Group, le consumazioni del cocktail italiano hanno raggiunto 1,5 miliardi, contro gli 1,35 miliardi di bicchieri di Champagne. Un confronto che il Comité Champagne invita tuttavia a non considerare come un dato ufficiale. «Non disponiamo di una stima dei flûte – precisano – l’unico numero certo è che mettiamo sul mercato 265 milioni di bottiglie». Ma scomponendo possiamo assumere che 15cl per drink valgono 5 drinks per una bottiglia da 75cl, dunque appunto 266milioni di bottiglie, e quindi 1.3 miliardi di «serves». In appena vent’anni Aperol Spritz è passato da 60 milioni a 1,5 miliardi di consumazioni annue nel mondo. «Di queste – spiega Gabriele Ornaghi, managing director di Campari Group al Sole 24 Ore – 395 milioni avvengono in Italia».
I mercati esteri
È la storia di un prodotto che da aperitivo regionale è diventato uno




