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Spiragli sull’Iran: «Percorso iniziato». Vance: «Vogliamo l’intesa, ma il presidente ha tutte le opzioni sul tavolo»

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di Greta Privitera

Colloqui in Svizzera con gli Usa. «Accordi su alcuni principi fondamentali»

Questa volta la location è la dimora dell’ambasciatore omanita a Ginevra. Il secondo round dei colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti dura tre ore e si conclude con un’intesa sui «principi guida». A innaffiare qualche speranza è Abbas Araghchi — abile negoziatore e ministro degli Esteri di Teheran — ma lo fa con prudenza: «Il percorso verso un accordo è iniziato», anche se le due parti hanno ancora argomenti su cui lavorare. «Rispetto all’ultima volta, abbiamo avuto discussioni molto serie e c’era un’atmosfera costruttiva. Siamo giunti ad accordi su alcuni principi fondamentali».

Araghchi non si sbilancia sui dettagli né sulle date del prossimo atto, ma da Washington un alto funzionario conferma al New York Times passi avanti: entro due settimane arriveranno proposte iraniane più precise. Principi e linee guida, certo, ma rimane molto scetticismo sull’esito degli incontri: una fonte vicina al governo «riformista» ci parla di profonda sfiducia tra i due Paesi e di richieste diverse. 

Gli Usa premono per porre limiti su missili balistici e le milizie nella regione, ma per gli ayatollah i missili sono fuori discussione. Araghchi

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