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Spalletti e l’ansia del tempo: la Juve non può più aspettare

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Il tecnico sta per compiere il primo anno sulla panchina bianconera: ora ha fretta di darle un’identità

La reazione di Spalletti all’abbozzo di abbraccio di Pisacane è stata scomposta, isterica. “Siete bravi anche a perdere tempo”, ha accusato il tecnico della Juve. La chiave per interpretare la sclerata sta tutta lì, nella parola “tempo”. Che il Cagliari avrebbe dilatato ad arte e che Luciano sente scorrere sempre più in fretta. Il 30 ottobre scadrà il suo primo anno bianconero. In un anno non è ancora riuscito a dare alla Signora un’identità certa, un undici riconoscibile, una classifica degna. Finché chi entra in un finale disperato (Gatti centravanti col Milan, Zhegrova col Sassuolo, Alajbegovic a Cagliari…) sarà più decisivo di chi inizia la partita, il cantiere resterà aperto. 

Solo che la data di fine lavori si avvicina e gli umarell fuori dal cantiere sono sempre più nervosi e nostalgici, anche perché Antonio Conte va in giro a dire: “Voglio restituire identità a un grande club”. Parole che fanno scorrere veloci le lancette dell’orologio e allargano il collo della clessidra. Per questo Luciano ha perso il controllo. Non a caso in Sardegna che è la terra del tempo dilatato. Un nuraghe ha

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