La stella della Spagna è uscita dal campo inviperito e senza fermarsi a salutare i tifosi: “Capisco che non tutti i tifosi siano come quelli che hanno cantato, ma a chi li intona dico che usare una religione come insulto in campo vi fa sembrare ignoranti e razzisti”. Ipotesi porte chiuse per le prossime gare
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1 aprile – 18:52 – MILANO
Che Lamine Yamal non avesse preso bene quanto ascoltato dagli spalti del Cornellà di Barcellona si era già intuito dall’espressione con cui ha lasciato il campo, al termine di Spagna-Egitto. Ma l’asso del Barcellona e della Roja ha deciso nelle ultime ore di non lasciare nulla all’immaginazione, affidandosi a un post sui social per spiegare tanta rabbia nell’uscire dal campo: “Sono musulmano, Lode a Dio! Ieri allo stadio si è sentito il coro ‘chi non salta è musulmano’. So che era rivolto alla squadra avversaria e non a me nello specifico, ma lo trovo irrispettoso e intollerabile”. E lo scandalo dei cori islamofobi adesso è sotto esame da parte della polizia catalana e della Fifa.
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Nastro riavvolto al pre-match. Spagna-Egitto, gara




