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Space Pilot, come funziona l’autopilota (italiano) con Ai per satelliti e come aiuterà la missione per l’asteroide Apophis

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Durante la missione, che inizierà nel 2028, la navicella spaziale di ExLabs cercherà di raccogliere dati sulla struttura, la composizione e gli effetti gravitazionali dell’asteroide Apophis

Due miliardi di persone vedranno a occhio nudo il passaggio dell’asteroide Apophis vicino alla Terra, a circa 32mila chilometri di distanza, il13 aprile 2029 (un venerdì). Un evento rarissimo. Capita infatti una volta ogni mille anni che un asteroide, grande come la Torre Eiffel, «sfiori» il pianeta al di sotto dei satelliti geostazionari. A osservarlo in tutto il suo percorso di avvicinamento ci sarà tra gli altri anche ExLabs, azienda aerospaziale statunitense specializzata in missioni nello spazio profondo, che, per guidare la sua sonda, ha scelto come partner la startup italo-americana Cus-Gnc e il suo software di intelligenza artificiale SpacePilot.

«La navicella principale di ExLabs e gli spacecraft che gli gireranno intorno – spiega il Ceo di CUS-GNC, Simone Chesi, che ha fondato la startup insieme ad altri due italiani, Veronica Pellegrini e Marco Bianchi – saranno in grado di scegliere in modo autonomo la traiettoria più sicura o efficiente in termini di consumo di carburante e, in presenza di anomalie come il malfunzionamento di sensori compromessi da tempeste solari, perdita di comunicazione con la

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