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Sinner sfida Michelsen, l’americano “normale” esploso grazie al Covid

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Il 2004 californiano, figlio di due ottimi tennisti a livello di college, svolta durante il lookdown: “In quel periodo ho iniziato a giocare cinque ore al giorno, prima ero molto nella media, poi ho iniziato a crederci. Non fosse successo avrei trovato un lavoro d’ufficio”. Ora cerca il colpo contro il n.2 al mondo a cui, nel 2024, ha chiesto anche qualche consiglio

Ben Shelton, classe 2002, è più appariscente e già più noto. Learner Tien ha una storia da fenomeno culturale, cortesia delle sue origini asiatiche, classe 2005. Eppure Alex Michelsen, nato nel 2004, con un profilo basso, è un’altra delle stelle del futuro del tennis americano. Il prossimo avversario di Jannik Sinner a Miami è quello che ricalca di più lo stereotipo del tennista a stelle e strisce: gran servizio, tennis dirompente e buoni colpi da fondo. Il rovescio, questa un po’ la “particolarità”, spesso più solido e definitivo del dritto. Il tennis non poteva non entrare nella vita di Michelesen, californiano di Laguna Hills figlio di due ottimi tennisti a livello di college negli anni ’80. Fino a 16 anni si allenava ogni giorno con la madre Sondra, avendo iniziato già a 3 anni a colpire rovesci

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