
Jannik Sinner sta continuando il percorso di cura contro l’infiammazione della bandelletta ileo-tibiale che lo costretto a saltare tutto il finale di stagione, impedendogli anche di difendere il titolo agli US Open e costringendolo a una lunga serie di visite e terapie. Ancora non ci sono informazioni precise sui tempi di recupero, ma Sinner sta tentando anche una terapia rigenerativa particolarmente rinomata nel mondo della medicina: il PRP, il plasma ricco di piastrine. Una terapia che può essere particolarmente utile per il tipo di infortunio di Sinner per due motivi, come spiega il professor Alessandro Massé, direttore di Ortopedia dell’Ospedale Città della Salute di Torino e docente di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Torino: “Può essere perché di base agisce come ‘booster’, quindi come acceleratore dei processi biologici di guarigione, e di conseguenza è utile anche contro patologie ortopediche in cui i tempi si stanno allungando, come in questo caso. Quindi è utile sia per accelerare normalmente la guarigione (anche in altri ambiti medici) sia per trattare delle infiammazioni croniche. Questo perché quando uno sportivo di alto livello rimane fermo troppo tempo rischia di perdere tono muscolare, e questa terapia serve proprio ad accelerare la guarigione in modo che ciò



