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Sinner, cosa fare per ripartire: resistere oltre le 4 ore e imparare a “prendersi” il pubblico

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Jannik non ha mai vinto quando la partita è diventata una maratona, e inoltre per indole non è uno che gasa i tifosi. Djokovic sì, e infatti ha avuto il Melbourne Park dalla sua

1 febbraio – 12:32 – MILANO

Quando si allena o incontra un giovane giocatore, una delle prime cose che Jannik Sinner ama chiedergli è: “Ti piace giocare i punti importanti?”. Perché i campioni si esaltano sotto pressione, quando è questione di un punto, dentro o fuori, e Jannik ci ha abituato da un paio d’anni ormai a essere sempre in testa alla classifica dei punti sotto pressione. Stranamente, Jannik è mancato proprio lì. Quando ha dovuto salvarsi dal break e quando lo svantaggio era da colmare. Mens sana in corpore sano, si dice da circa duemila anni, e il fisico di Sinner, nella semifinale contro Novak Djokovic non era al massimo. Carlos Alcaraz, un pochino, gliel’aveva tirata dopo il match contro Spizzirri, quello della resurrezione con il tetto chiuso nella giornata più calda del torneo: “È stato grande a resistere e recuperare, ma queste cose possono avere strascichi magari alla fine della settimana”. Forse è

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