
di Claudio Bozza
La sindaca di Genova intervistata da «Bloomberg» scuote il Campo largo, dove sono già fortissime le frizioni per la leadership tra il Pd di Schlein e il M5S di Conte: «L’attenzione nazionale mi lusinga»
«Se mi chiedessero di candidarmi premier contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che, davanti ad una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga». Silvia Salis – sindaca di Genova senza tessera di partito in tasca ed eletta grazie al sostegno di tutto il Campo largo – mette nero su bianco quello che, finora, aveva detto solo a mezza bocca. E per sganciare questo siluro politico sceglie Bloomberg, uno dei più influenti media statunitensi. Soltanto che, al di là dell’interesse suscitato Oltreoceano, le ripercussioni di questa lunga intervista si sentono forti a Roma, dove le frizioni per la scelta del candidato premier del Campo largo sono già fortissime tra la leader del Pd Elly Schlein e quello del M5S Giuseppe Conte.
Ma perché le parole di Salis sortiscono un effetto così deflagrante? Perché lo scenario da lei prefigurato prevederebbe appunto un passo indietro sia di «Elly» sia di «Giuseppe». E nessuno dei due intende farlo. Tanto




