«Sulla scorta delle acquisizioni investigative sino ad ora raccolte, fatti salvi successivi approfondimenti di indagine, nei messaggi postati» da Youssef Siher su un suo canale Telegram con 11.000 iscritti e su una pagina Instagram giunta a 50.000 iscritti sotto il titolo «Movimento 17 ottobre», il 30enne ricercatore bresciano e attivista pro-Pal «non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l’adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, né risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte». Per questo la gip milanese Tiziana Landoni non convalida l’arresto e ordina di scarcerazione immediata di Siher: non soltanto non ravvisa esigenze cautelari per trattenere in custodia cautelare a San Vittore l’amministratore del canale social «Movimento 17 ottobre», da lui aperto la sera del 18 ottobre dopo le devastazioni in centro a Milano del 17 e 18 ottobre; ma – ancor prima e a monte – giudica infondate le ragioni giuridiche dei pm per sottoporre a fermo Siher sabato notte dopo una giornata in Questura e per portarlo a San Vittore, non essendo per la gip le




