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Sicurezza, Lepore: «Nessun Cpr a Bologna con me sindaco». De Pascale attende Piantedosi e studia l’alternativa

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di Francesco Rosano

Il primo cittadino ribadisce il suo no a un Centro di permanenza per i rimpatri sotto le Due Torri: «Il ministro è in difficoltà». Ma il presidente della Regione punta a un confronto nelle prossime settimane con il Viminale per trovare un’altra soluzione

«Finché sono sindaco non credo ci sarà l’ok per fare un Cpr. A Bologna questa è la posizione dell’amministrazione comunale». 

All’indomani del muro contro muro con il ministro Matteo Piantedosi sull’apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in città, il sindaco Matteo Lepore — forte della sponda arrivata dal Pd nazionale — puntella la sua posizione. E va all’attacco del ministro ed ex prefetto bolognese: «Ho trovato Piantedosi molto in difficoltà, i numeri che ho presentato sull’inutilità e l’inefficacia dei Cpr — rivendica — sono incontrovertibili». 

Ma per un sindaco che chiude la porta al governo, c’è un presidente della Regione che resta disponibile al dialogo con Roma. Michele de Pascale, assicurano in Viale Aldo Moro, non rifiuterà quel confronto con il Viminale che si svolgerà probabilmente tra qualche settimana. Ma c’è ancora da trovare un’alternativa a Bologna per siglare un patto sulla sicurezza che passi

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