Indossava foulard, maschere e occhiali da sole per potersi allenare nel suo Paese. Poi il viaggio in Italia, dove vive attualmente, e ora la medaglia
Giornalista
23 settembre – 19:27 – MILANO
Si vestiva da uomo per poter andare in bicicletta. Si copriva il volto con foulard, maschere e occhiali da sole per non farsi riconoscere. E quando questo non bastava, arrivavano le pietre. Gliele lanciavano contro per impedirle di allenarsi, per ricordarle che, secondo loro, una donna non aveva il diritto di correre, sognare, imparare. Ora Fariba Hashimi è medaglia d’argento ai Giochi Asiatici. Certe storie fanno giri immensi e poi tornano al punto di partenza, ma con un significato completamente diverso. Quella di Fariba è arrivata sul secondo gradino del podio della prova su strada femminile ad Aichi-Nagoya, in Giappone. E lì, con una medaglia al collo, la ciclista afghana ha forse visto compiersi il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio iniziato tra la paura e il divieto di pedalare e arrivato fino a un podio internazionale.
pericolo—
Dentro questa storia c’è anche un grande pezzo d’Italia. È qui, infatti,




