
di Andrea Nicastro
I socialisti premono per il voto: la prima data utile è il 29 novembre. Ma Pp e Vox volano nei sondaggi e il distacco è di sedici punti
DAL NOSTRO INVIATO
MADRID Pedro Sánchez ci sta ancora pensando. Anticipare o no ne elezioni in programma l’estate prossima? Venerdì il Congresso spagnolo ha bocciato i suoi due decreti per tamponare la crisi degli affitti. Ha votato contro l’opposizione di destra (Popolari e Vox) più i catalani di Junts, il partito che tiene a galla con il suo appoggio esterno il premier socialista. Secondo El País quasi tutti i ministri e i dirigenti socialisti spingono Sanchez verso le elezioni anticipate: la prima data utile è il 29 novembre. Chissà domani potrebbe arrivare la decisione. «Due settimane fa eravamo morti, adesso abbiamo un’occasione» dicono i baroni regionali del Psoe. L’occasione è ghitta per un governo da sempre in minoranza e martoriato dagli scandali. La piazza è in subbuglio. Si è mobilitata per lo sfratto di Maricarmen, un’anziana malata, e ne ha fatto una bandiera per tutto quel che non funziona. Dopo quindici anni, sono tornate a Puerta del Sol, nel centro di Madrid, le tende. Non ce ne




