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Serve una Bce dell’energia

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Lo spettro di una crisi energetica si è materializzato con le guerre in Ucraina e in Iran. In questi giorni, per attutire l’esplosione dei prezzi del gas, i governi italiano e tedesco chiedono alla Ue di rivedere il Green Deal, eliminando l’ETS, il sistema europeo che mette un prezzo alle emissioni di CO2. Il sistema ETS obbliga chi emette CO2 a comprare dei «permessi di emissione», che vengono venduti all’asta in quantità limitata, decisa dall’accordo europeo del Green Deal. Oggi il costo degli ETS pesa per circa il 20% del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Ma non pagano solo le centrali elettriche che usano gas e carbone. Pagano anche le industrie che usano i combustibili fossili per fare acciaio, ceramica, vetro, cemento e altro. Per questo motivo le industrie di diversi Paesi d’Europa che usano ancora molto fossile per fare elettricità, tra cui l’Italia e la Germania, pagano una doppia penalizzazione: sulla CO2 che emettono in proprio e sull’energia elettrica che consumano, e che vede il suo prezzo aumentare per il costo della CO2. Per questo motivo, chiedono di eliminare il meccanismo ETS.

Eppure, ETS è stata una politica intelligente che ha fatto dell’Europa un campione delle fonti rinnovabili prima di

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