di Leonard Berberi
Spirit è fallita, Frontier arranca, Southwest apre le lounge. Le low cost sopravvissute aggiungono prima classe e Wi-Fi. In Europa Eurowings anticipa tutti con sedili reclinabili sui voli intraeuropei
Spirit è fallita. Frontier non si sente tanto bene. Allegiant e Sun Country ormai si occupano soltanto del mercato vacanziero. Breeze e Avelo volano in particolare su scali regionali. Alaska Airlines/Hawaiian e JetBlue sono vettori ibridi. Resta a competere con le big tradizionali (Delta Air Lines, United Airlines, American Airlines) Southwest, la «madre» di tutte le low cost. Che però, in pochi mesi, ha abbandonato dopo mezzo secolo l’assegnazione casuale (e gratuita) dei posti e aprirà salette vip per la clientela premium negli aeroporti d’America.
Non è soltanto una mossa commerciale, destinata ad aumentare i ricavi del vettore. È anche la certificazione che il modello low cost puro e duro, come lo conosciamo oggi in Europa, negli Stati Uniti non c’è più. E, a dire il vero, inizia a venire meno pure qui. Con Eurowings (gruppo Lufthansa) che installa veri sedili business sui suoi aerei a corridoio singolo. Con easyJet che vuole aumentare le lounge. Con Transavia (Air France-Klm) che oltre alla sua prima saletta



